19 settembre 2012

Storia di un cavalluccio marino

**Dedicato a mio fratello Stefano


Durante le vacanze estive, due fratelli giocavano sulla spiaggia;Il mare era calmissimo, si tuffavano ed uscivano dall'acqua in continuazione. Prendevano paletta e secchiello per giocare con la sabbia bagnata.Il più piccolo dei due faceva avanti e dietro per riempire il secchiello e portarlo nella sede del cantiere sabbioso quando d'improvviso tornò correndo ed urlando... 
-Guarda!! Guarda! Che ho preso!- 
Nel secchiello c'era un piccolo cavalluccio marino.I due si divertivano ad immergere una mano aspettando che l'ippocampo arrotolasse la coda tra le loro dita.Qualche minuto dopo, incuriosito, arrivò un bambino più piccolo con la madre al seguito. Sembrava che il piccolo volesse immergere le mani per agguantare il minuscolo cavalluccio al che la madre lo fermò esclamando: 
-No, non toccare! Questo non è tuo, è del bambino- 
Il giovane pescatore di cavallucci marini allora si voltò, guardo la signora e rispose: 
-No, questo non è di nessuno- 
Lentamente prese il secchiello, tornò nel mare e con dolcezza lo immerse lasciando tornare il cavalluccio nel suo regno.


Questa storia mi è venuta in mente ieri, ricordavo questo evento e pensavo...
Cosa c'entra con il blog? Con il Giappone?
Apparentemente nulla, anche perché il fatto accadde in Italia.
Ciò che nei bambini risulta innato ed estremamente naturale, il rispetto per la vita e per la natura con il crescere purtroppo va scemando.
In Giappone questo rispetto e sacralità verso la natura è considerato in maniera differente, per via della società e delle religioni animiste che hanno caratterizzato la cultura di questo paese.

Per un bambino (ancora ingenuo), il concetto di "possedere" un altra forma di vita non sembra naturale.
Un bambino se vuole un animale domestico, non desidera possederlo ma vuole semplicemente un legame con esso.

Nella nostra cultura arcaica, la figura di legame tra uomo e natura era rappresentata da Dioniso poi trasformatosi in figura di divinità connessa al vino e all'estasi dei sensi ed in ultimo demonizzata.

I bambini non incontrano più Dioniso, ne le divinità delle Montagne nel lontano Giappone.
Il legame uomo-natura non è presente se non nei primi mesi di vita.
In pochi hanno la fortuna di poter stare in contatto con la terra per imparare a rispettarla, di questo ringrazio infinitamente mio padre.

I bambini non possono stare sempre rinchiusi in comode scatole di ferro e cemento.
Devono vivere la natura per poter riuscire a rispettare la vita!

<<...E da un branco una tribù che va, da un villaggio una città gente che respira a tempo uomini rinchiusi dentro scatole di pietra dove non si sente il vento...>>
citazione del testo dal brano "cento mani e cento occhi" dal disco "Darwin!" del Banco del Mutuo Soccorso 



Un paio di foto per avvicinarci alla natura e per stuzzicare a qualcuno la voglia di fare un bel viaggio :
Costiera Amalfitana - Italia

Prefettura di Chiba - Giappone


Nessun commento:

Posta un commento