22 maggio 2012

I passi del monaco sotto la pioggia

Oggi a Roma sta piovendo, forte.
Su di me la pioggia ha uno strano effetto, riaffiorano nella mia mente i ricordi della prima volta in Giappone.

Nara, stupenda ed antica capitale dove ci si immerge nel profumo dei templi e dove la natura vive in armonia e simbiosi con tutto.
Qui la pioggia la ricordo bene, era fortissima; tanto forte che io e Kaori decidemmo di tornare in albergo e saltare la visita ad un museo. Ricordo questo momento, il nostro passo veloce, stretti sotto l'ombrello in fuga da questo tremendo acquazzone, proprio sulla strada del tempio Todai-ji (東大寺) [Grande tempio dell'est], uscendo dalla più grande struttura in legno del mondo, contenente la più alta statua di Buddha in bronzo del pianeta, mi sono imbattuto nel più grande acquazzone della mia vita.
Nella direzione opposta alla nostra passava un monaco ed io per un istante mi sono soffermato, anzi fermato, ad osservare e cercare di capire: Io e Kaori eravamo zuppi nonostante l'ombrello, lui invece procedeva a passo quiete e naturale con un minuscolo ombrellino ed era completamente asciutto, dalla testa ai piedi.

Oggi ci ripenso e dopo qualche anno dalla vicenda un pensiero mi ha assalito la mente;
Noi scappavamo dalla pioggia, il monaco ne faceva parte, come la stessa pioggia  fa parte della natura, l'uno faceva parte dell'altro! Era così semplice eppure per me così assurdo e strano.
I passi di un monaco sotto la pioggia mi hanno fatto percepire quanto sia semplice ed armonico il mondo che abbiamo intorno.

1 commento:

  1. La verità non viene al mondo nuda, ma avvolta in immagini che dividono. Per conoscere la verità, bisogna attraversare l'immagine ...

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