19 maggio 2012

Regali particolari

Con mia moglie Kaori, abbiamo passato lo oshougatsu 2011 (capodanno) in Giappone.
Dopo esserci abbuffati di pranzi e cene natalizie in stile italiano abbiamo continuato a rimpinzarci in Giappone con spettacolari e giganteschi crostacei, sukiyaki, soba e profumati saké.

In Giappone il primo ed il secondo giorno di Gennaio sono festivi, appunto per festeggiare oshougatsu (capodanno) festività molto importante dove ci si purifica e ci si prepara per il nuovo anno. 
Di rito il bagno del primo dell'anno: lavarsi e purificarsi dalle cose negative dell'anno passato.
Quando siamo andati all'onsen era pienissimo di gente ed ovviamente, come al solito, io ero l'unico occidentale.

Ero felicissimo di rivedere la famiglia di mia moglie ma allo stesso tempo avevo una terribile ansia, dovevo conoscere altri parenti mai visti prima, ero preoccupato, avevo paura di sbagliare qualcosa o di sembrare maleducato nel comportamento in qualche particolare situazione visto che i Giapponesi tengono molto alla forma. Fortunatamente non ci sono stati di questi problemi, anzi, si sono persino stupiti quando mi hanno visto versare il saké impugnando la piccola brocca con tutte e due le mani (farlo con una sola è poco educato in Giappone) allora ho capito: lo sanno che non sono giapponese e che molti piccoli gesti che fanno parte della loro cultura mi sono sconosciuti o comunque non familiari quindi, finalmente RELAX e poi la sorpresa; di tutti i regali che ci hanno fatto, quello dello zio mi ha stupito più di tutti: -So che ti piace la musica e stai imparando a suonare lo shamisen, questo è uno shakuhachi, è un po difficile da suonare- detto questo mi porge una sorta di flauto in bambù lavorato.





Ad oggi sto ancora cercando di imparare i primi "rudimenti", purtroppo non è uno strumento semplice, serve un maestro... ma non un maestro di musica bensì un maestro di Zen;
Se sono teso o con troppi pensieri in testa non c'è proprio verso di fargli emettere un suono!

Un paio di giorni fa ho chiesto a mia nonna di aiutarmi a cucire una custodia in pelle per lo shakuhachi. Ovviamente per mia nonna la parola "aiutami a..." si traduce in "mi fai...", così mi ha cucito questa custodia.

Sembrano cose piccole, piccoli doni, ma per me sono molto importanti;
Una cosa costruita con le mani, un manufatto, porterà l'energia e il ricordo della persona che lo ha creato;

Per me non c'è regalo più grande.

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